Nonostante il buio e la pioggia, le squadre di soccorso continuano a scavare nel centro dell'Aquila dopo il terremoto della notte scorsa costato la vita a oltre 130 persone. Continua a leggere questa notizia
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A parte alcuni punti in cui i vigili del fuoco, militari e protezione civile cercano superstiti e corpi, l'Aquila sembra una città fantasma: deserta, silenziosa e quasi completamente al buio.
All'inizio di una delle vie principali, in via XX settembre, una ruspa rimuove quel che resta di una palazzina di tre piani che ospitava otto famiglie. In quello che doveva essere il piazzale, alle macerie si mescolano quelli che erano gli oggetti della quotidianità: una rivista, un raccoglitore di appunti con un post-it sulla copertina, una trousse con dei trucchi, delle sedie. Sul retro due materassi e uno stendino con la biancheria.
Tancredi Vicentini è fortunato ad essere ancora vivo. Quando il terremoto di magnitudo 5.8 della scala Richter (l'ottavo grado della scala Mercalli) ha colpito L'Aquila alle 3:32 del mattino, lui e la sua ragazza sono scappati saltando giù dalla finestra. Hanno provato a svegliare la madre di lui che dormiva nell'altra stanza, ma il crollo di alcuni pezzi dell'appartamento hanno ostruito il passaggio.
"E' avvenuto tutto così rapidamente, c'era tantissima polvere che si poteva a malapena respirare o vedere", ha detto il giovane con i pantaloni sporchi di sangue e le mani ferite.
SI SCAVA A MANI NUDE
Oltre 4000 volontari sono accorsi e sono al lavoro anche nella notte scavando a mano tra le macerie perché le ruspe metterebbero in pericolo i superstiti. Sessanta persone sono state estratte vive finora.
Ai gesti eroici si aggiungono quelli negativi, come gli atti di sciacallaggio che hanno portato a due arresti.
Al dramma dei familiari che hanno perso i loro cari o sono in pena cercando notizie dei dispersi, si aggiunge quello dei senza tetto, che sono circa 60.000. Per farvi fronte, la protezione civile ha già disposto 15.000 posti presso alberghi e 5000 nelle tendopoli in via di allestimento, con l'obiettivo di arrivare a 20.000 posti in tenda. Meglio però per chi può, cercare l'ospitalità di amici o parenti.
All'Aquila sono stati allestiti cinque centri operativi che fungono da "satelliti" per gli altri comuni terremotati. Nella giornata di oggi sono stati distribuiti 25.000 pasti caldi.
Sempre all'Aquila, si trova quel che rimane della Casa dello studente. Alla luce delle fotoelettriche i soccorritori cercano aiutati dalle unità cinofile.
Un vigile del fuoco arrivato nel pomeriggio da Siena si guarda intorno ancora sorpreso: "Non capisco...dev'essere stata veramente forte".
"Ho lavorato per ore in un altro punto, in via Sant'Andrea: c'è una palazzina crollata, stiamo scavando con tutti i mezzi, con le ruspe e con le mani", ha aggiunto il vigile del fuoco.
RAGAZZA ESTRATTA VIVA
E proprio all'angolo tra via Sant'Andrea e via Rossi, dove la palazzina è implosa, pompieri e uomini della Protezione civile continuano a lavorare. Quasi tutti gli appartamenti della palazzina erano stati fittati a degli studenti.
A ostacolare le ricerche nel pomeriggio è intervenuto il maltempo. C'è stato infatti un forte temporale con una grandinata, e, mentre riprendenva a piovere, i soccorritori si muovevano in mezzo al fango.
Giuseppe Antonio Italiano, finanziere di 30 anni, ha tirato fuori viva Francesca, una ragazza di 21 anni, che si trovava nella palazzina.
"Era rannicchiata e si trovava sotto l'architrave, in un primo momento, visto il rumore delle macchine, non sentivo nulla, poi ho sentito la sua voce allora abbiamo deciso di continuare a scavare con le mani dalle 9 fino alle 14. Alle 14 siamo riusciti a tirarla fuori. Lei era integra ed è riuscita subito a dire il suo nome. Per me è stata una grande soddisfazione anche se poi dopo mi è toccato tirare fuori 23 corpi senza vita".
In una strada coperta di detriti, mattoni, vetri e frammenti di metallo, la 32enne Marina Costantini stamattina era avvolta nelle coperte insieme ai parenti mentre i vigili del fuoco si arrampicavano per tentare di liberare la zia intrappolata nella casa.
"Non credo ci siano più speranze. Non è scappata con noi e da quando siamo usciti non abbiamo sentito più nulla da lei", ha detto Costantini, che ha raccontato come parti della sua camera da letto siano crollate proprio mentre lei scappava freneticamente.































